I relitti di ponza 3+1 storie sommerse tra guerra, tempeste e misteri del mare


Sotto la superficie cristallina del mare di Ponza si nasconde un museo naturale fatto di ferro, storie e memoria. Tre relitti, la LST 349, il Kastel Luanda e la Maria Costanza, giacciono sui fondali dell'isola come sentinelle silenziose del passato. Oggi, grazie alle immersioni organizzate da Odissey Diving Ponza, è possibile visitarli in sicurezza, scoprendo non solo la bellezza dei loro resti, ma anche le vicende storiche che li hanno segnati

LST 349 – Il relitto della guerra

Costruita in Virginia nel 1942, la Landing Ship Tank 349 era una nave militare americana lunga quasi 100 metri, progettata per trasportare carri armati e truppe durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo aver partecipato agli sbarchi in Sicilia, Salerno e Anzio, trovò il suo tragico destino a Cala dell’Acqua il 26 febbraio 1944.

Una violenta tempesta la spinse contro le rocce di Punta Papa, dove si spezzò in due e affondò.

L’episodio fu drammatico: molti soldati perirono, altri vennero salvati grazie al coraggio del guardiamarina Irving B. Gerson, poi decorato come eroe.

Oggi, la prua giace a 27 metri di profondità in perfetto assetto di navigazione, con mitragliatrici ancora visibili, mentre la poppa si trova a 19 metri, parzialmente insabbiata.

Tra le lamiere si aggirano cernie, murene, saraghi e cavallucci marini, rendendo questa immersione un mix perfetto tra storia e vita marina.


  • Livello immersione: Intermedio 
  • Profondità: 19-27 metri
  • Tipo: Storico/relitto militare
  • Luogo: Punta Papa - Cala dell'acqua

Kastel Luanda – La nave della miniera

Dicembre 1974. Una notte di tempesta segna la fine della Kastel Luanda, nave italiana da carico al servizio della miniera di bentonite di Ponza.

Mentre tentava di allontanarsi dal porto della miniera per mettersi al riparo dal maestrale, un guasto ai motori la lasciò in balia delle onde.

La nave si incagliò e fu sommersa lentamente, diventando parte integrante del paesaggio sottomarino di Cala dell’Acqua.

Oggi il relitto riposa su un fondale di 6–10 metri, accessibile anche a chi non è sub esperto. La visibilità è ottima e il sito è perfetto per Try Scuba, corsi base e snorkeling, grazie alla fauna che ha colonizzato gli oblò del relitto e alla suggestione degli enormi resti metallici che emergono dal fondale, ancore, elica e timone.



  • Livello immersione: Facile
  • Profondità: 6-9 metri
  • Tipo: Nave da carico
  • Luogo: Cala dell'acqua

Maria Costanza – Il relitto che affiora

La Maria Costanza, motonave da carico, trovò la sua fine il 14 ottobre 1978 contro gli scogli delle Formiche di Ponza.

Un’esplosione a bordo provocò un incendio devastante e la morte del giovane marinaio Nicola Carannante.

Il comandante, nel tentativo di salvarlo, rimase ferito e morì poco dopo.

Dopo il disincaglio, la nave venne trainata al largo, ma si spezzò e finì per affondare definitivamente a Cala Inferno.

Oggi i suoi resti giacciono su un fondale sabbioso di 3 metri: una parte affiora ancora, ed è facilmente visibile anche dalla superficie.

È un sito adatto ai tuffi snorkeling, dove storia e natura si fondono a pochi metri d’acqua.


  • Livello immersione: Molto facile/snorkeling
  • Profondità: 0-3 metri
  • Tipo: Nave da carico
  • Luogo: Cala Inferno

BONUS: La Secca dei Mattoni e il relitto romano

Sulla costa occidentale di Ponza, la Secca dei Mattoni prende il nome dai mattoni finiti sul fondo durante un naufragio del secolo scorso.

Il vero relitto antico, però, si trova circa 300 metri più a sud, su un fondale di sabbia e posidonia a 29–30 metri.

Scoperto negli anni ’80, il sito appariva come un grande cumulo lungo quasi 30 metri, composto da centinaia di anfore sovrapposte. Negli strati più profondi si trovavano le anfore ovoidi di Brindisi, mentre sopra un tavolato ligneo erano disposte le Dressel 1 e le Lamboglia 2, insieme a lotti di ceramica a vernice nera ancora impilati. Una fotografia quasi perfetta del carico di una nave romana di duemila anni fa.

Purtroppo negli anni il relitto è stato depredato più volte. La Soprintendenza installò anche griglie di ferro per proteggerlo, ma i saccheggiatori non si sono fermati. Oggi restano pochi reperti visibili, frammenti isolati e qualche anfora semisommersa.

Odissey Diving Ponza accompagna i sub qui solo quando le condizioni lo permettono, spiegando la storia del sito con ciò che resta oggi. Pur non essendo un’immersione spettacolare dal punto di vista visivo, questo luogo conserva un enorme valore storico: un tassello fondamentale per capire il ruolo di Ponza nelle rotte commerciali romane tra Tirreno, Adriatico e Mediterraneo.



  • Livello immersione: Avanzato
  • Profondità: 29-30 metri
  • Tipo: Relitto Romano
  • Luogo: Lucia Rosa
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I relitti di Ponza non sono solo mete subacquee: sono frammenti di memoria che raccontano le guerre, il lavoro e le tempeste del mare.

Ogni immersione è un viaggio nel tempo e il mare, come sempre, è il custode silenzioso di tutto